Linux in virtuale su Mac OSX

22 04 2009

Dunque, i software di virtualizzazione sono dei programmini che ci permettono di far girare un sistema operativo all’interno di un altro sistema operativo, ad esempio Linux all’interno di Mac OS oppure Windows all’interno di Ubuntu ecc. In pratica, all’interno di una finestra, come se fosse un normale programma, viene eseguito un altro sistema operativo. In questo post voglio affrontare la virtualizzazione di Linux all’interno di Mac OS X. Crearsi una macchina virtuale con Linux può essere un buon metodo per familiarizzare con il sistema operativo del pinguino, soprattutto per chi non è particolarmente esperto e non si vuole arrischiare in partizioni, dual boot e affini, perché non si va ad intaccare minimamente il proprio sistema operativo ma si va ad eseguire un semplice programma. In rete ho trovato un tutorial molto esaustivo e molto chiaro su come installare una macchina virtuale Linux all’interno di Mac OS. Il grande vantaggio della macchina virtuale è che Linux, seppur relegato in una semplice finestra all’interno di un altro sistema operativo, è perfettamente funzionante e possiamo sfruttarlo a pieno, a differenza del LiveCD che non ci permette di apportare modifiche o scaricare nuovi software.

virtuallinux





Cubi, trasperenze e stravaganze grafiche

25 02 2009
Le cose che più divertono quando ci si approccia al mondo di linux sono le stravaganze grafiche e le personalizzazioni estreme del desktop. Alcune sono molto utili per l’organizzazione del lavoro, altre invece sono un puro piacere estetico, il che non fa mai male. Soprattutto perché a differenza di Windows, consumano pochissime risorse.
L’effetto grafico più famoso è quello del cubo tridimensionale, in cui ci si muove tra quattro desktop posizionati nelle faccie del cubo. Per avere questo, e molti altri effetti grafici, bisogna attivare il Compiz-Fusion, ovvero un software, presente ormai in ogni distribuzione, che gestisce la grafica e l’estetica del desktop. Generalmente viene data la possibilità di attivarlo già in fase di installazione, ma se questo non fosse avvenuto è sufficiente andare sulle impostazioni del desktop (generalmente su sistema>preferenze) e sceglierlo. Una volta che questo software è attivo possiamo scegliere numerosi effetti. Qui di seguito ne mensione in particolare due:
1. Cubo Tridimensionale: come già accennato, crea quattro desktop, molto utili se abbiamo molte finestre aperte, e per spostarci da una scrivania all’altra basta fare Ctrl Alt e tenere premuto il tasto sinistro del mouse. Quindi sempre con il mouse ci muoviamo tra i nostri quattro desktop

2. Finestre molli: rende le finestre che apriamo molli e fluttuanti come se fossimo in un quadro di Dalì. Riconosco che questa funzione non ha una grande utilità, ma personalmente la trovo esteticamente molto bella. Nel menù degli effetti probabilmente verrà chiamato Wobbly Windows

Oltre a queste ce ne sono molte altre che lascio a voi la curiosità di sperimentare. Ultima nota è che una volta selezionato l’effetto, affinché sia attivo, è necessario riavviare il pc.





Wine – Eseguire software Windows su Linux

13 02 2009
E se avessi bisogno di un software di cui non riesco a trovare una versione per linux? Che per quanto giri e rigiri su internet l’unica versione che trovo è per windows? Niente problemi, su linux hanno pensato anche a questo. Esiste infatti un programma, di nome WINE, che si occupa di far girare sul pinguino un nutrito numero di software windows. Vediamo allora come funziona.

Innanzitutto controlliamo se nella nostra distribuzione è già presente Wine, cercandolo su Applicazioni. Se non ci fosse utilizziamo il gestore pacchetti Synaptic e lo scarichiamo. Una volta che Wine è installato nel nostro sistema operativo possiamo iniziare la procedura. Per prima cosa ci procuriamo il file .exe che ci interessa. Dopodiché molto semplicemente clicchiamo col destro sull’icona del file, selezioniamo “Apri con Wine” e il gioco è fatto.Partirà la procedura guidata di installazione proprio come se ci trovassimo in ambiente windows. Conclusa l’installazione il software windows sarà pronto per l’utilizzo. Lo dovremmo trovare in “Applicazioni –> Wine –> Programmi –> NOME PROGRAMMA. Insomma, semplice ed immediato come se fossimo su windows. L’unica limite è che non tutti i software riescono ad essere eseguiti tramite Wine, in particolare quelli molto complessi. Per quanto mi riguarda
sono riuscito a trovare praticamente tutto il necessario direttamente nei programmi rilasciati per linux ma, per quei pochi applicativi che mi mancavano ho utilizzato questo ottimo software.





Installare nuovi software – parte II

10 02 2009

Abbiamo visto la facilità di installare nuovi programmi su linux utilizzando il Gestore Pacchetti Synaptic. Già questo probabilmente ci è sufficiente per avere sul nostro pc i più disparati software che ci interessano. Però potrebbe capitare che siamo alla ricerca di uno specifico programma che non è presente nella librearia synaptic. In genere questo accade quando ci interessa un software appena rilasciato e non ancora inserito in questa libreria o se il programma in questione è particolarmente di nicchia.

Anche in questo caso però non è necessario dover ricorrere al terminale, entità inquietante per i non esperti di informatica. Infatti esistono dei pacchetti già compilati che si installano con un doppio clic, come se fosse un comune eseguibile di windows .exe. I pacchetti a cui faccio riferimento sono gli RPM (per le distribuzioni derivanti da Red Hat, come ad esempio Mandriva, Fedora, OpenSuse) e i DEB (invece per tutte quelle distribuzioni derivanti da Debian, come Ubuntu, Kubuntu, Linux Mint).

Per quanto riguarda i pacchetti RPM, il procedimento è proprio identico a quello dei .exe. Si scarica l’rpm, si fa doppio clic e parte l’installazione. Nulla di più semplice. Ma dove li troviamo questi pacchetti? In rete ci sono diversi siti dedicati proprio a raccoglierli, tra i quali cito http://rpm.pbone.net, particolarmente completo. Ma spesso si trovano anche sulla pagina web del software che ci interessa. Ad esempio se andiamo sulla pagina web di Skype, tra le opzioni di downoad per linux c’è anche l’rpm. L’unica accortezza che bisogna avere è leggere le specifiche dell’rpm, o per dirla più semplicemente, scegliere l’rpm specifico per la propria distribuzione. Infatti gli rpm vengono compilati appositamente per una distribuzione e non funzionano se installati su un’altra. Ad esempio una pacchetto rpm compilato per Mandriva non funziona su una distribuzione Fedora o viceversa. Infatti, tornando all’esempio di Skype, c’è un rpm per Mandriva, un’altro per Fedora, un’altro ancora per Open Suse ecc. Ma non spaventatevi, in tutti i siti che li raccolgono sono sempre chiaramente specificati.

Per quanto riguarda i pacchetti .deb, la situazione è la stessa: doppio clic sul pacchetto e si avvia l’installazione. Questo è possibile grazie ad un software di nome Gdebi, che solitamente è già presente nella distibuzione e, se stranamente non lo fosse, lo si trova sicuramente nella libreria synaptic. Una volta che ci siamo assicurati di avere questo software, come dicevo prima, basta fare doppio clic sul pacchetto e si avvierà la procedura guidata per l’istallazione. Dove li troviamo questi pacchetti? La risposta è la stessa che ho dato per i pacchetti rpm, la rete è piena di siti che li raccolgono, e anzi, essendo i pacchetti utilizzati da ubuntu, sono anche più diffusi degli rpm.





Installare nuovi software – parte I

1 02 2009
Ogni distribuzione di linux contiene già alcuni software di utilizzo comune, in genere abbiamo OpenOffice, Firefox, Gimp (per intenderci il photoshop open source) e tanti altri. Però, ovviamente, può capitarci la necessità di installare programmi non presenti nella distribuzione. E su linux non girano gli applicativi .exe di windows o i .dmg del mac. Storicamente le installazioni di nuovi software sul pinguino venivano fatte esclusivamente attraverso il terminale, ovvero attraverso la compilazione da riga di comando. Questo, per i non esperti di informatica, è sempre stato un deterrente per il passaggio a linux. Ma, da un pò di anni a questa parte, anche installare nuovi software è diventato un’operazione semplicissima.
Di metodi ce ne sono diversi. In questo post voglio parlare del procedimento più semplice e intuitivo, ovvero quello di utilizzare il Gestore Pacchetti Synaptic (anche chiamato Software Management). Di cosa si tratta? Si tratta di un programmino, presente in ogni distribuzione, che si collega in rete e attinge ad una libreria molto ampia di programmi disponibili.

Noi possiamo consultare questa libreria e ricercare, tra i software a disposizione, quello che ci interessa. Dopodiché non ci resta che selezionare l’applicativo e avviare il download. Il Software Manegement non solo ci scarica il programma selezionato ma ce lo installa direttamente, per cui con un solo clic abbiamo il software già pronto per l’utilizzo. La libreria è davvero ben fornita per cui è molto probabile che troveremo il programma che ci interessa, che può essere Amule, BitTorrent, aMSN, Skype, VLC e chi più ne ha più ne metta.
Ma una domanda resta sempre nell’aria: e se non dovessi trovare il programma che mi interessa? Allora dovremmo passare al secondo metodo di installazione, semplice ed intuitivo come questo, ma che spiegherò nel prossimo post.




Note sulle distrubuzioni

28 01 2009
Prima di andare avanti con altri piccoli consigli per i neofiti del pinguino è il caso di spendere due righe sulle distribuzioni. Infatti di linux non ne esiste una sola versione, ma decine e decine. Questo principalmente perchè è un software open source e quindi chiunque ne abbia la voglia e la capacità lo può modificare e personalizzare a proprio piacimento. In pratica il cuore del sistema operativo è sempre lo stesso (il famoso kernel gnu/linux) ma tutto il resto a partire dall’interfaccia fino ad arrivare alla compilazione degli applicativi cambia da una distribuzione all’altra.
Sul mio pendrive, la distribuzione che utilizzo è Mandriva, ed è stata anche la prima con la quale mi sono approcciato, probabilmente perché è orientata ad utenti meno esperti ed ha una lodevole facilità di gestione. Quando ho deciso di installare il pinguino anche sul mio pc, ho optato per Linux Mint, una distribuzione derivante da Ubuntu, anch’esso molto user friendly.
Questa precisazione è doverosa anche perché, nonostante la maggior parte delle procedure che spiego sono adatte a qualsiasi distro, per alcune invece si fa riferimento nello specifico a questa o quella distribuzione.




Linux su Pendrive – Reloaded

25 01 2009
Nel post precedente abbiamo visto come installare linux su pendrive. Ora vediamo come modificarne un aspetto utile. La procedura genera automaticamente uno spazio di 256 MB per poter installare nuovi programmi e in generale per salvare tutte le impostazioni del sistema operativo. Un pò limitante, soprattutto se abbiamo sul pendrive 2 GB o addirittura 4 o 8 GB. Cosa fare quindi?
Avviando linux, nel menù iniziale, selezioniamo Boot Live (non persistent). Quindi attendiamo che il sistema operativo sia stato caricato. A questo punto clicchiamo su start (ovvero sul pinguino col pendrive) e selezioniamo Pendrivelinux-> Create persistent loop.

Ora seguiamo le indicazioni che ci vengono man mano date fino a giungere alla finestra in cui ci viene chiesto quando spazio vogliamo dedicare al loop file, che è quello che interessa a noi. Quindi non ci resta che scegliere lo spazio da dargli (ad esempio in un pendrive di 4 GB possiamo dargli 1,5 GB).

Salviamo le impostazioni e riavvamo linux, stavolta con l’opzione di default Persisten Loop ed il gioco è fatto.